• Dr. Federico Durello

Dieta anti infiammatoria..... e la curcuma?


Il Giallo è il colore più prossimo alla luce, lo stesso colore che caratterizza la curcuma.

La curcuma è l’estratto della radice Curcuma Longa e viene utilizzata da millenni in India come colorante giallo per i tessuti e come ingrediente per la spezia curry ma originariamente costituiva uno dei principali rimedi della medicina Ayurvedica.

L’uso millenario ha confermato la grande tollerabilità della curcuma che può dunque essere utilizzata quotidianamente come alimento o additivo alimentare anche fino a 12 g/giorno.

Azione anti infiammatoria della curcuma

La curcumina è il principio attivo più importante e studiato della curcuma e rappresenta mediamente il 5% in peso della spezia.

La curcumina esercita una forte azione antinfiammatoria modulando alcuni tra i più importanti segnali cellulari di regolazione.

Inibendo fortemente il fattore NF-K2 riduce la trascrizione di TNF-α e inibendo la conversione dell’acido arachidonico in prostaglandine pro-infiammatorie riduce l’attività catalitica della lipossigenasi e della ciclossigenasi. I meccanismi sono simili ma non identici a quelli dei fans (farmaci antinfiammatori non steroidei). Gli studi che dimostrano una riduzione del dolore articolare (ginocchio, spalla, anca) sono numerosi, viene anche ridotta l’espressione dei geni coinvolti nella trascrizione dei mediatori cellulari di infiammazione.

I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono comunemente prescritti negli stati infiammatori articolari. Questi hanno spesso effetti indesiderati gastrointestinali. La curcumina invece modula i processi infiammatori senza irritare le pareti gastriche e intestinali e senza provocare in alcun modo effetti indesiderati.

A fronte di un’azione straordinaria in tutti gli apparati e organi, la curcuma presenta un limite di utilizzo conosciuto da secoli: la scarsa biodisponibilità. Essa deriva da un ridotto assorbimento intestinale e da una rapida eliminazione epatica. L’aggiunta di piperina alla curcuma può essere considerata la prima tecnica farmacologica per migliorarne la biodisponibilità ma ha come limite il fatto che può irritare la mucosa gastrica in individui sensibili.

Sono state sviluppate quindi diverse soluzioni biotecnologiche che migliorano il profilo di assorbimento mantenendo sia l’efficacia che la tollerabilità:

  • Curcumina liposomiale

  • Curcumina coniugata con ciclodestrine

  • Curcumina estratta con oli essenziali

  • Curcumina nanoparticelle

  • Curcuma solubilizzata detta anche micellare

La curcuma solubilizzata raggiunge una biodisponibilità maggiore di 185 volte rispetto all’estratto di curcuma concentrato in curcumina e di 1350 volte rispetto alla polvere di curcuma standard.

Questo permette di ottenere i benefici della sostanza attiva con una quantità nettamente inferiore e di proporre ai pazienti una modalità di assunzione più comoda.

Dieta anti ossidante: Curcuma e altre sostanza bioattive

La ricerca scientifica ha messo in evidenza una possibile azione sinergica della curcuma con altre sostanze bioattive vegetali come lo zenzero ed altre fonti di antiossidanti come ad esempio il te verde o il melograno. Una possibile sinergia, non ancora pienamente studiata è quella con altri estratti con azione di protezione epatica quali carciofo e cardo mariano. Tra i nutrienti ricordiamo le vitamine C e D, che possono supportare l’azione curcumina promuovendo la salute delle articolazioni, delle cartilagini e dei legamenti.

La curcuma nella dieta dello sportivo

L’atleta è un soggetto sottoposto continuamente ad importanti cicli di infiammazione e recupero legati all’atto sportivo. E’ quindi necessario mantenere sotto controllo l’infiammazione specialmente durante gli sforzi intensi e prolungati e favorire in modo naturale il recupero.

Esistono una trentina di articoli sull’utilizzo della curcumina in ambito sportivo e dimostrano vari effetti benefici della curcumina.

Una domanda che mi fanno spesso è la seguente: nel caso di una gara o di un evento sportivo è meglio assumere la curcumina prima o dopo l’atto sportivo?

La curcumina ha un picco ematico e di attività intorno a 2 ore dopo l’assunzione, ma è anche vero che il processo di modulazione dell’infiammazione è lento e graduale. E’ quindi irrilevante il momento di assunzione giornaliero della curcumina.

Al contrario è necessario un tempo di somministrazione di almeno 4-6 settimane affinché l’azione della curcuma possa manifestarsi pienamente.

Il consiglio del nutrizionista

Il consiglio è quindi di preferire una curcumina ad alta biodisponibilità, di frazionare l’assunzione in 2 momenti (mattina/sera o pranzo/cena) e di fare cicli di trattamento non inferiori al mese.

La consiglio come prima scelta in situazioni infiammatorie, se riusciamo a star lontani dai farmaci antinfiammatori tutto di guadagnato per il nostro organismo...che brilla di curcuma propria!


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dietaperte

Nutrizionista a Verona e Mantova
Dr. Federico Durello
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October 28, 2015

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